Un “pezzo di cultura” da restaurare

A margine del sopralluogo al cantiere del teatro di Finale Emilia, abbiamo intervistato alcuni cittadini, di diverse fasce d’età, e alle stesse domande abbiamo ottenuto risposte talora inattese e contrastanti. A tutti, anche a chi non è originario di queste zone, manca il teatro, che per alcuni è un ricordo dell’in- fanzia, del tempo in cui era un cinema, dove più generazioni hanno avuto la possibilità di vedere film che hanno fatto la storia. Le generazioni più giovani, nonostante abbiano usu- fruito poco di questa struttura, lo ricordano un po’ buio, ma allo stesso tempo accogliente, coinvolgente e capace di trasmettere calore con i suoi spettacoli e i suoi ricchi decori. Tutti gli intervistati concordano sul fatto che il teatro possa essere per la città un luogo di cultura importantissimo, tale da darle movimento e apportare anche vantaggi economici. Inoltre, con la presenza di un teatro, i giovani di Finale potrebbero avere a disposizione uno spazio per le loro iniziative, senza dover andare nei paesi vicini. Per questi motivi, e per evitare di perdere un pezzo della cultura e della storia finalese, la maggior parte dei cittadini intervistati afferma che il teatro an- drebbe ristrutturato, mentre una piccola percen- tuale ritiene che andrebbe ricostruito da zero, per dare un tocco di novità e modernità alla città. Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione, sono poche le persone che dicono di averne osservati nel- la zona: infatti solo due degli intervistati hanno visto addetti intenti a condurre sopralluoghi all’interno del teatro, mentre gli altri non hanno notato nessu- no dall’anno del terremoto. I lavori, dalle informazioni che sono riusciti a rac- cogliere dalla stampa o direttamente dall’ammini- strazione comunale, non sarebbero ancora partiti per problemi burocratici - questa, almeno, è la loro percezione - ma il sindaco ha sostenuto che a breve dovrebbero cominciare.

Oana Ruxandra Oprea 3M

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