#MorandiForFuture

Il Liceo Morandi si veste di verde. Solleva gli occhi al cielo e cerca la luna. Forma deformata di un futuro già soffocato da catastrofi carboniche, eccessi di onde plastificate, estati di San Martino troppo lunghe e anticipate. Così venerdì 15 marzo - nella giornata in cui decine di migliaia di loro coetanei, in centocinquanta Paesi del mondo, decidono di fermarsi e gridare il loro no all’inquinamento, allo straripare dei rifiuti, al surriscaldamento globale, alla manomissione climatica in atto in tutto il pianeta - i nostri studenti hanno indossato il colore che, nella seconda metà del Novecento, ha rappresentato l’impegno e le battaglie in difesa dell’ambiente: se ne sono fatti carico, e hanno guardato all’insù, come a voler bucare il velo grossolano e spesso che impedisce alla grande prateria che si allunga sul Po di liberare il proprio respiro.
Uno sguardo, consapevole, indossato anche da MorMorando, che in questo numero spalanca le polverose finestre della nostra pianura e attraversa i laboratori e i luoghi della ricerca, per poi spingersi nelle zone della Terra in cui l’essere umano sta squartando l’equilibrio ambientale, fin su, oltre l’atmosfera, tra le stelle e le astronavi. Gli strumenti di bonifica di località inquinate; la possibile “rigenerazione” dei rinoceronti estinti; un panorama di orti spaziali da cui trarre cibo e ossigeno. Questi i temi affrontati all’interno di una nuova sezione scientifica del giornale, che si completa con il diario di un progetto di Fisica dedicato alle modalità compositive della scrittura specialistica.
Attenzione al linguaggio e all’attualità della scienza che si accompagna all’ormai consueta connotazione civile e sociale di queste pagine: nella riflessione sulla quotidianità della vita in carcere; nella dialettica tra libertà e sicurezza; nella tematica dell’utopia-distopia messa in arte dal cinema; negli interrogativi adolescenziali tradotti in poesia. Ma soprattutto, tra ottobre e novembre, la redazione di MorMorando, attraverso una serie di incontri organizzati e svolti da ActionAid Emilia-Romagna conclusasi con una visita al cantiere del Teatro Sociale di Finale, ha dato vita - sui temi della trasparenza delle amministrazioni locali, dell’impiego delle risorse statali e regionali, degli appalti e delle opere pubbliche, dell’accesso ai dati - una vera e propria attività di giornalismo d’inchiesta.
“E ad alzare lo sguardo, non più abbarbagliato, s’apriva la prospettiva degli spazi, le costellazioni si dilatavano in profondità, il firmamento ruotava per ogni dove, sfera che contiene tutto e non la contiene nessun limite [...]”. Nel racconto “Luna e Gnac”, di Italo Calvino, Marcovaldo e la sua famiglia sono costretti a vedere, tutte le notti, il cielo a intermittenza a causa dell’insegna pub- blicitaria sul tetto della casa di fronte al loro appartamento: Spaak-Cognac (di cui vedono le ultime quattro lettere), che si spegne e si riaccende ogni venti secondi. Finché una notte, sotto una pioggia di ghiaia lanciata dalla fionda del figlio di Marcovaldo, la scritta si spegne definitivamente. E all’improvviso, senza pause, il cielo stellato si mostra in tutta la sua sconvolgente pienezza e luminosità. Ecco, oggi tocca a noi, a voi, spegnere i fumi sopra le nostre teste. E riaccendere i profumi della luna.

Federico Pesci
Referente Redazione Moradni

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